Il grande sviluppo che ha avuto il digitale nella ricerca artistica contemporanea ha portato, secondo me, ad una diminuzione di interesse per le tecniche incisorie, soprattutto quelle tradizionali come l’acquaforte. Non come conseguenza diretta, ovviamente, ma come nuovo clima di sperimentazione e di possibilità di risultati che ha tolto interesse per tutto ciò che comportava e comporta esercizio continuo, difficoltà di esecuzione, tempo e pazienza.

La pratica dell’incisione comporta una serie di conoscenze indispensabili per l’esecuzione anche della matrice più semplice. Si deve conoscere il comportamento dei metalli, degli acidi, delle vernici prima di poter affrontare il momento creativo, perché l’effetto desiderato in fase di stampa deve aver prima rispettato una serie di regole e di procedure inderogabili. Semplificando, sulla tela i colori possono essere gettati e versati in modo casuale riuscendo ad ottenere comunque una coerenza tra pensiero, gesto, opera finale. Sulla matrice, invece, la vernice deve essere posta in un certo modo, la morsura deve rispettare certi tempi, l’inchiostrazione dovrà essere precisa e puntuale e solo il rispetto di questi principi porterà al risultato finale voluto.

Praticare oggi le tecniche incisorie sta diventando così una rara opportunità per chi dispone, anche per carattere, di pazienza e di precisione oltre che di tempo. Forse è anche un bene che sia così, per tenere lontano coloro, e sono tanti, che pensano di risolvere tutto con programmi di ritocco d’immagine per PC  o altre scorciatoie rese possibili dalle nuove tecnologie.

Ecco allora che “Per Inciso” assume  il valore di documento, di testimonianza di ciò che le tecniche incisorie, debitamente applicate, possono produrre in ambito artistico. Opere che nulla hanno in meno della pittura. Forse, pensando agli scarsi risultati raggiunti dalla pittura contemporanea, hanno qualcosa in più, dato proprio dalla componente “manuale”, di bottega,  come si sarebbe detto una volta in senso dispregiativo. Manualità e tecnica che assumono una connotazione positiva, perché rendono giustizia a quegli artisti che rifuggono dall’arte contemporanea di stampo concettuale-scenografico fine a se stessa così come dalla pittura-pittura esausta e/o sovrabbondante di tecnicismo senza contenuti di attualità.

Nel presente catalogo ho scelto di illustrare le principali tecniche incisorie con immagini delle mie opere, lungo tutto il percorso artistico che va dalle prime prove del 1975 ai giorni nostri.

Mi accompagneranno anche alcune opere di altri artisti che ho incontrato e frequentato tra Venezia e Parigi negli anni della mia formazione e con i quali ho spesso partecipato a esposizioni dedicate alla grafica. Alcune opere di grandi maestri (De Chirico, Fetting, Leonor Fini, Tramontin) allargano ancor più l’orizzonte incisorio, che qui ho voluto indicare.

Un ringraziamento particolare, seppur postumo,  va alla grande figura di Henri Goetz per i contributi di conoscenza e di ispirazione che mi hanno procurato i suoi insegnamenti e le sue opere.etching, carborundum and more…


The rapid and increasing influence that digital technology has had on contemporary art  has, I believe, drawn interest away from engraving and above all the more traditional technique of etching.  This has obviously not been a direct consequence but the inevitable result of the desire to experiment and  the quest for innovation which have taken the limelight away from all those techniques which are complicated to achieve and which are time consuming  and which require discipline and a great deal of patience.

Engraving inevitably calls for a number of skills which are indispensible when preparing even the most basic plate block. One must have sound knowledge of how metals, acids, and paints react and interact before embarking on the creation stage. A set of mandatory procedures must be carried out before the printing stage is reached, if the desired results are to be achieved.  To simplify: colours may be applied or splashed onto a canvas more or less haphazardly without compromising  the melding  of its underlying message, the approach used or the final result. But, with a plate block, the varnish must be applied  following  specific procedures, the acid bath must be carefully monitored , and printing must be precise and timely. Desired results will only be achieved by scrupulously respecting these procedures.

Nowadays, incisions  remain the domain of those who are patient and meticulous by nature and who also have time to invest in the process. Perhaps that is not such a bad thing; after all, it discourages people who believe that almost anything can be done by taking technological shortcuts or by using a computer programme which enhances or retouches at the click of a mouse.

Incisively”  thus takes on the role of a document which testifies what expertly and skilfully executed engraving techniques can achieve in the art world, producing prints which are equally as important as paintings.  Considering the scant results of contemporary painting, they may even have an added extra if we consider the “manual” aspect which evokes the image of the artist’s workshop which, once upon a time, would have been viewed disparagingly.  This combination of manual dexterity and techniques takes on a positive connotation because it does justice to those artists who shun contemporary art – the type which is conceptual, scenographic; an end in itself  – and “real” painting which is stale, oozes technique and says nothing.

In this catalogue I present examples of the main incision techniques together with illustrations of my work spanning from my early days of experimentation in 1975, to the present day.

It also includes works by other artists whom I met and spent time with in Venice and Paris during my formative years as an artist and with whom I have often taken part in exhibitions dedicated to the graphic arts. Works by great artists (such as De Chirico, Fetting, Leonor Fini and Tramontin) further extend the horizon I wish to present. My special, yet regrettably posthumous thanks go to the great Henri Goetz for the knowledge and inspiration which his teachings and works have afforded me.

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