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a sinistra: d’Après G.B. Tiepolo, il Trionfo di Zefiro e Flora

a destra:  d’Après G.B. Piazzetta, Madonna con bambino

in copertina: d’Après G.B. Piazzetta, Angelo

dipinti da Laura LO VERSO

 

La stagione della Pittura conobbe nel Settecento la sua ultima grande stagione.

Oggi questa forma di espressione artistica è svalutata e svilita a vantaggio di tanta arte “concettuale”, spesso “vuota” nonostante le roboanti critiche che l’accompagnano.

Gli stessi artisti contemporanei che usano ancora pennelli e colori contribuiscono, a loro volta, al disinteresse del pubblico verso l’arte pittorica, riproponendo temi “antichi” slegati dalla contemporaneità, oppure forme e contenuti estenuati e “individualistici”, anch’essi poco o nulla adeguati per sostenere gli interessi dell’ Arte.

 

Il ricorso alla pittura “d’Après”, dove l’artista di oggi rende omaggio all’arte antica, reinterpretando alcuni soggetti noti per frammenti ed estrapolazioni, è solo un “capriccio” forse,  che comunque accogliamo nei nostri spazi espositivi come “invito” ai giovani artisti di non temere nè la tecnica pittorica, nè il ricorso alla citazione, purchè momento di apprendistato e di passaggio prima di approdare all’oggi e al confronto con la contemporaneità.

Non bastano infatti le monumentali installazioni, neo-barocche e spesso sciocche (pour épater  le bourgeois), a suscitare un vero dibattito sul ruolo dell’Arte nella società di oggi. 

Arriverà un Picasso del XXI° secolo e nulla sarà come prima!

 

 

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